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mercoledì, 23 settembre 2009
Ritornare a cavalcare al buio, ritornare a guardare le pareti di una stanza spoglia e nuda e fredda e solitaria. Una linea tirata a lucido fra una striscia di coca e l'altra. Mente appannata e lucida e viva. Niente da dire o da disperarsi per cui valga la pena sganciare le cinture di sicurezza. Alcuni parlano di droga, altri di salvezza.
Tentare di appiccicarsi un'etichetta, all'inizio aveva fatto questo, con E. che continuava a martellargli le tempie. Con cosa, non lo stava neanche a sentire. In realtà "appiccicarsi l'etichetta", non è un modo preciso di descrivere la cosa, era più che altro un passo, un "modo di vivere". Etichetta o tutto il resto sono le parole che usano gli altri, quelli che non sono nel gioco, nel giro o nella giostra. Però si finisce per usarle per comodità, perchè quelle parole si trovano già sulla punta della lingua. E solo per questa storia uno si pensa siano giuste.
domenica, 20 settembre 2009
Il tempo medio di cottura di un uovo sodo è, all'incirca, dagli 8 ai 10 minuti dal momento di ebollizione dell'acqua. Alcuni, per essere sicuri, procrastinano fino a 12. E., per esserne totalmente certo, fino a 13 ½.
Sfortuna vuole che questa volta, i minuti passati tra la messa a fuoco, l'ebollizione e la cottura dell'uovo, siano stati di 45. La schiuma dell'acqua si era riversata quasi interamente sul piano di cottura, con un'apice montagnoso e biancastro in corrispondenza alla posizione dell'unico uovo - rottosi - nel pentolino. E. era francamente indignato. Non tanto per l'uovo, quanto per la causa della sua distrazione: squillo del telefono seguito da lunga conversazione inneggiante a varie ed eventuali minacce di sfratto/denuncia/desolazione/morte. All'altro capo del filo della conversazione c'era il suo padrone di subaffitto, che aveva appena terminato un colloquio simile col proprietario vero e proprio. Il Il discorso di And (in realtà Andrea, ma chiamato "and" perchè studente d'inglese ed appassionato della congiunzione semplice da cui la traduzione) fu più o meno questo:
- E ti giuro con tutto il cuore e il fegato che se non mi tiri fuori e da questi casini e da questa situazione puoi sperare di ritrovarti orizzontale e infermo per il resto dei tuoi giorni e della tua vita solo et pensoso nei più deserti campi perchè ti ridurrò in poltiglia e ti pesterò a sangue e farò di te qualcosa di marcio e sanguinolente e più chiederai perdono più ti crivellerò di colpi e pugni. E per il casino di tutta questa situazione devo ricordarti che sei tu e il tuo frocio d'amico del cazzo che mi ci avete messo e sostenuto. E se non fosse stato per i tuoi piagnisetei e lamentele a questo punto avrei una persona normale a pagare le bollette e non uno stronzo e pezzo di merda che se ne frega degli accordi, e pure di quelli legali. E per favore fammi finire
- Non ho parlato.
- E quindi fammi finire. Tu e il tuo piccolo e sudicio amico, e guarda che non te lo ripeto, dovete sloggiare subito da lì, e non restarci un giorno di più, chiaro? E se un giorno di questi mi ricapiterà per caso di vederti in giro, spera che non ti riconosca! E sia ben chiaro che non sto scherzando. E almeno dimmi per quale cazzo di motivo sei così stronzo.
- Mi avevi detto di non parlare.
- Giusto. Fottiti. Tu e il tuo amico, e chi cazzo è con voi in questo momento. Andate a fanculo.
E via di seguito.
Riattaccando, E. si rese conto della brutta piega che le cose sembravano volessero prendere. Spense il fornello, versò dell'acqua fredda sulle uova per raffreddarle, iniziò a sgusciarle.
Risuonò il telefono.
- Pronto?
- Ok, lo so.
- Cosa?
- E' colpa mia, d'accordo, ma non capisco per quale motivo devi essere così stronzo.
- ...
- Insomma, hai parlato con And?
- Gemma?
- No, tua nonna.
- Oh, ciao, come va la sciatica?
- Dovrei ridere? Perchè non mi hai più chiamato?
- Cosa avrei dovuto dirti?
- Non lo so, come stavo.
- Come stai?
- (sospiro) Di merda, se t'interessa. Però non hai risposto alla prima domanda.
- Diciamo che non c'è stata l'occasione.
- Beh, parlaci, e raccontagli tutto. Evita i particolari, però. Tipo che eravamo ubriachi e non sapevamo cosa stavamo facendo, dì che non ci ricordiamo praticamente nulla. Solo un vago ricordo, ecco, sì, solo un vago ricordo.
- Io veramente mi ricordo.
- Non è questo il punto, idiota.
- Ma non puoi dirglielo tu? Sei la sua ragazza, in fondo.
- Ehi, sei stato tu a dirmelo, l'altra sera: "parlerò io con And, in fondo sono suo amico". Non ti ricordi?
- Ero ubriaco. Quando sono ubriaco sono sempre molto generoso.
- E con questo cosa vorresti dire?
- Niente. Senti, è meglio che gli parli tu. Credo che in questo momento non mi starebbe a sentire.
- Perchè?
- Niente, una questione. Solo et pensoso i più deserti campi.
- Che vuol dire?
- Niente.
- Sei strano, senti, vuoi che venga lì?
- Perchè?
- Non lo so, per vedere come stai.
- Come vuoi.
Riattaccò, l'uovo era quasi freddo.
mercoledì, 09 settembre 2009
Tempo fa c'era chi pensava bastasse una memoria allenata per capire il mondo (attenzione: questa è una semplificazione molto arbitraria di varie torie gnoseologiche, fuse con altre, più pratiche, che si occupano dell'allenamento mnemonico). Che il ricordo delle percezioni dateci dal mondo sensibile, ci fornisse tutti gli strumenti necessari ad una comprensione basilare, per quanto minima.
Poi si è capito che era tutta una stronzata.
Per quanto ricordo benissimo l'ultima bolletta della telecom, non ho ancora capito come fanno a fregarmi sempre dei soldi. Forse la comparsa delle bollette del telefono sono state fondamentali, per la scoperta di cui sopra. Così vien fuoi che Graham Bell, invece di un tecnico piuttosto fantasioso, era semplicemente molto attento ai meccanismi di comprensione. Strano, che ci siano stati tutti quei problemi di linea, nella storia. Chissà se le prime centraliniste si rendevano conto di essere l'anello di congiunzione fra il segnale (del mondo sensibile) e la sua ricezione. Ma soprattutto chissà se i due a capo dei fili si rendevano conto di quel che stavano facendo, dicendo soltanto: "Lo zio è stato molto bene in montagna".
Ora, non capisco molto bene come sono arrivata a questo punto, ma so quasi sicuramente che mio zio non è mai stato in montagna. Vacanze solo al mare. Quindi di questo passo, capire qualcosa è abbastanza difficile. C'è solo una stupida fitta inter-costale che continua a farsi sentire e influire sul flusso e riflusso di umori poco organizzati. Non ho più voglia di pensarci, in realtà, quindi tutto si sposta verso altre zone, creando ingorghi e rallentamenti che neanche la costruzione di rotatorie può essere d'aiuto. Quindi ultimamente non so più rispondere alle domande, per esempio. E' fastidioso se uno si trova in compagnia, ma davanti ad una commissione di esame è qualcosa di atroce. Così ho pensato di evitare il rischio, con tutto che anche il meccanismo di lettura-comprensione è bloccato. Lo strano è che non me ne sono ancora ben resa conto, ma a pensarci bene non è poi così strano. Chissà cosa avrebbe pensato Bell, a questo punto. Senza contare che c'è anche skype a poter soppiantare la sua invenzione.
martedì, 01 settembre 2009
Come un libro che è diventata un'ossessione di comprensione (oh, cacofonia!), come un desiderio che ti prende alla gola quasi fosse un lupo famelico, una lonza smunta e un leone ringhiante.
Coli, longe, tarde.
Immagina una pandemia pestifera e pestante, un'ondata di scheletri e bubboni prendere alla collotola i re e i preti in preda all'ansia dell'imperizia. Fa' finta che si debba pregare l'ultimo santo portanto in processione, con contorno di gatti a nove code e cani affamati. Guarda il cielo pensando al castigo e alla punizione, congestionando i tratti del viso nella forma della paura. Stanchezza di membra e ripiegamento delle forze.
Parti velocemente, senza pensare ai cambiamenti di strategie degli ultimi tempi. Chè già mi ero detta di lasciar stare i pezzi di vetro rotti, per una volta, abbandonarli ai flutti della marea. Chissà mai che il mare non li levighi, per poi trovarli sulla spiaggia più sfocati e quasi morbidi. E poi raccoglierli in tanti sacchetti, riporli negli armadi, guardarli ogni tanto, quando capita, ricordando che prima erano qualcos'altro. Invece sono ritornata a cercare di rincollarli insieme, ridandogli forma, per quel che riuscivo. Come un vizio di forma o un difetto peccaminoso. Nella più completa ironia del caso. Un giorno o l'altro dovrò pensare a come smettere. Però stavolta posso dire con certezza di aver quasi sfiorato la tragedia, tragodìa greca con tanto di deuteragonista e coro in tutta la sua magnificenza. Pre-sofoclea, quindi. Strano, perchè il conflitto condizione umana-giustizia ci stava tutto.
Quindi è giusto prendere baracca e burattini, chiuderla in una valigia blu da 59 euro e portar via il culo dalla sedia bollente. Perchè i problemi hanno trovato la strada per raggiungere anche questo posto. Chè in fondo a volte finisce per stacarmi, con le sue storie di alcol e droga, che sembrano spuntare dovunque giri lo sguardo. Basta incontrare qualcuno e loro sono lì, ad aspettarti con tutto il loro bagaglio di esperienza e vita vissuta o no. Chissà se anche loro viaggiano con una valigia da 59 euro.Però poi torni e ti rendi conto che le storie di droga ed alcol non sono nulla, sono solo parole, frasi, racconti, niente di cui preoccuparsi più di tanto.
Allora facciamo che i piccoli particolari bizzarri, le situazioni capovolte sono frutto di un'estetica dell'assurdo. Potrei intonarmi indossando un grande fiore finto spara-acqua. Nel frattempo correre. Correre il più lontano possibile che può permettere la mole di una grande valigia blu da 59 euro.
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