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giovedì, 20 agosto 2009
 

Dovresti vedermi ora. Dovresti vedermi con questo nervosismo addosso che non si scolla più, che preme e scalpita per uscire, e ci riesce sempre. Dovresti vedermi, ora, schiacciare un altro pezzo di dignità altrui per tirare fuori una qualunque reazione. Poi guardare l'orrore che sono riuscita a mettere in luce e non riuscire nell'unico intento che mi ero data.

A parte queste piccole annotazioni di poco conto, la mia vita sta scorrendo fra un filmato dei Monty Python ed un canto di Dante. Questo connubio sta creando una strana prole, per non parlare della piega che hanno preso i miei discorsi. Per esempio.
Amica: - Allora, come va?
Io: - No, bene, bene, è solo che stanno tentando di uccidermi.
Amica: - Come?
Io: - Sì, mi voglio uccidere, in tutti i modi. E ci stanno riuscendo: prima hanno nascosto tutte le mutande che avevo.
Amica: - (ride)
Io: - Sì, e poi se ne sono andati portandosi via il mio spazzolino.
Amica: - (ride più forte)
Io: - Capisci? E' il delitto perfetto: vogliono uccidermi di carie. La polizia non può avere prove.
Amica: - Oh, madonna.
D'accordo, l'unico accenno a Dante qui sopra è l'invocazione finale della madonna (che tra l'altro non è neanche mio, ma dell'Amica), però bisogna accontentarsi - come dice un detto noto in ambienti hard, "chi si accontenta gode"*.
Poi, questo post aveva delle altre cose da dire, ma non le ricordo. Magari mi vengono in mente.



* qui c'era una battuta scadente, che è stata tolta per ragioni di buon gusto.

postato da rip | 22:38 | commenti


giovedì, 13 agosto 2009
 

Non avrei mai pensato che gli alberi facessero così male. Riconoscerli affiancare le corsie dell'autostrada fatta decine di volte. E così riconoscere quell'autostrada, quella strada. Ora che sembro essere tornata con tutto quello che sembra di molto simile ad una cazzo di missione. O quello che è.
Pian piano gli alberi si diradano, inizia a farsi largo la vista delle colline sole, ordinate. Prima le trovavo belle, ora le ritrovo come dei simboli. Di qui. Simboleggiano una qualche specie di follia ignorante, cocciuta, senza spazio per il respiro. Queste cazzo di colline. Mai che lascino in pace la linea dell'orizzonte.
Nè mi sarei mai sognata di dover ricominciare da capo a ricostruire puzzle. Questi puzzle inconcludenti, scuri, dove ogni pezzo somiglia all'altro e nessuno di loro combacia. Un gioco con similitudini mistiche, quasi che la costruzione di una figura ha in sè una significazione soteriologica. Un'importanza capitale. Le solite, stupide, spade di Damocle che ti pendono sopra la testa.

Forse sto esagerando con le similitudini.

Il problema è che sto studiando un esame di letteratura italiana (ho scoperto l'unica utilità di dare esami: usarli come scusa per paranoie che derivano da te, e soltanto da te), così passare i giorni gomito a gomito con letterati paranoici, filoeufemismi, maniaci del parossismo e dell'iperbole, non aiuta a restare con i piedi per terra. Nel mio caso, non serve neanche per imparare a scrivere decentemente (ma questo è un mio vecchio problema, credo congenito).
Però almeno posso colpevolezzare entità astratte. Un po' come fa Calderoli con gli impiegati statali.
postato da rip | 00:00 | commenti (3)


venerdì, 07 agosto 2009
 

E' già arrivato il primo cielo nuvoloso che preannuncia l'autunno. Forse inizierà a piovere.

- Ma no, ma le giornate sono ancora lunghe, perchè si accorcino ci vuole ancora un mese, almeno.
- Sì, ma intanto io mi sto preoccupando per tempo.

I campanelli d'allarme indicano l'arrivo di futili preoccupazioni in anticipo, poca voglia di contattare il resto del mondo e poca dimestichezza con gli orari degli autobus. Probabilmente sono tutti segnali ad annunciare l'arrivo della mia partenza. Mi dico che rimanere qui ad agosto è come condannarsi ad un mese di distacco con qualunque forma di vita conosciuta o sconosciuta che sia. In questo periodo per trovare un negozio aperto o un organismo capace di avere funzioni anaboliche devi fingere un attacco epilettico nella piazza principale, poi sperare che qualcuno accorra. Quindi potrebbe avere un senso andare a sbrigare i mie doveri familiari, ora. Almeno sono sicura che, in ogni caso, attacchi epilettici non dovrò fingerli. Al massimo mi verrano veramente.
Metti che poi ci prendo gusto, agli attacchi epilettici. Potrei sempre chiedere una parte come controfigura di qualche santa (non so quali opere teatrali hanno avuto delle sante, fra i personaggi: non sono molto informata rigardo ai santi, e neanche al teatro).

postato da rip | 20:55 | commenti