Ombre lunghe sulla parete bianca lasciano molto spazio all'immaginazione. Per esempio, il suonatore di violino poteva benissimo diventare, nella mente fantastica di chi non aveva nient'altro da fare che ascoltare la musica che ne veniva fuori, una specie di Nosferatu suonante.
Alle due di notte, il sudore sulla sua fronte era facilmente visibile.
L. segue la musica perfettamente, molti di noi si chiedono che vita abbia avuto. Quel poco che traspare dalle sue parole, sono negroni alle cinque di mattina ed accenni ad esperienze sessuali non richiesti. La logica traballante dei suoi discorsi ti porta inevitabilmente a non riconoscere te stesso.
Genova è piena dei suoi folli. La maggior parte di loro hanno fatto vite più vive di chiunque altro, ma in fondo è questa la prerogativa dei pazzi.
