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venerdì, 28 marzo 2008
Abbiamo detto che gli Attiri erano commercianti. Quando le cose hanno inziato ad andare male per il commercio, pensarono di cambiare attività e darsi all'agricoltura - che all'epoca era un po' come giocare in borsa oggi, solo che prima si sudava un po' di più.
Con l'amorreo Shenti-Qua I (1815-1782 a.C.), si hanno le espansioni territoriali verso il paese di Khagna. Poi, quatto quatto, si sposa con la figlia del re di Quatta. L'obiettivo di Shenti-Qua I era di poter giustificare la sua autocelebrazione di "re di Akkaz". Da Saigon, infatti, qualunque re si autocelebrava "re di Akkaz".
Si sono trovate iscrizioni in Papua Nuova Guinea, in cui un macaco si autocelebrava "re di Akkaz". Tutti si autocelebravano "re di Akkaz", era come un due tre stella. Verso il mese di ottobre c'era una festività in cui ogni invitato doveva autocelebrarsi "re di Akkaz" e poi tentare di conquistare una stanza della casa. Chi conquistava il cesso era il vincitore assoluto.
Ma comunque, alla fine l'Attiria è costretta a ripiegare su se stessa, pare per investimenti sbagliati in borsa.
La ripresa dell'Attiria avviene grazie ad Ashicura-Balle (1365-1330 a.C.), che con grande diplomazia riuscì a venir considerato un "fratello" dal faraone, e dunque un "grande re". Sempre con grande diplomazia, riesce a portare dalla sua parte il re filo-dezzita di Khanecabbaia, penetra anche in Babilonia, dove pone sul trono Kurriscalzu II (destinato a tradire la fiducia assira). Ashicura-Balle era famoso per la sua fluida parlantina.
Nel XIV secolo l'espansione continua, fino a raggiungere il culmine con Tumulti-Ninurta I (1244-1208 a.C.), che grazie a varie lotte e tafferugli riesce a spingersi in profondità sia a nord che a sud. La sua svolta autoritaria e personalistica nella gestione del potere (e la sua passione per creare confusione e tafferugli dovunque andasse) portarono al suo assassinio.
Il periodo successivo è difficile per tutte le comunità dell'area mesopotamica, quindi l'Attiria ritorna progressivamente ai suoi minimi termini. L'unica eccezione si ha con Tigrattilpilusir I, che comunque continua a fare le stesse cose che facevano quelli prima di lui.
Ora, essendo stati commercianti in passato, gli attiri erano famosi per essere tirchi e senza scrupoli, quando si trattava di accaparrarsi qualcosa. Venivano derisi un po' dappertutto per la loro innocente abitudine di scambiare le proprie mogli con pezzi di terra, e c'erano un'infinità di barzellette e storielle degradanti che giravano sul loro conto.
E' logico che, dopo un po', la gente si stufa. Attua propositi di vendetta. Cerca di farla pagare, in qualche modo (magari con grosse quantità di denaro).
Molti studiosi sostengono che sia stato proprio questo sentimento a decretare l'inizio di una furia espansionistica, nella seconda metà del X secolo. Sempre questa frustrazione avrebbe scatenato la violenza attira sulle popolazioni conquistate.
Dopo una prima fase di recupero delle dimensioni tradizionali con Assurdanipal, si ha poi un periodo di espensione (persone strane che conquistano territori strani), poi i crisi, poi di nuovo un'espansione (persone strane che conquistano territori strani) e la sistemazione del sistema provinciale, poi hanno smesso di entrare in crisi perchè pure loro si erano rotti le palle - ed era anche ora, affermano alcuni studiosi.
Nel VII secolo a.C. l'impero arriva all'apogeo.
Poi collassa.
Tipo stella bianca.
Arrivano i Caldai, ottimi ristrutturatori di scaldabagni, che nel 626-623 a.C. iniziano a prendere il controllo del sul della Mesopotamia. Contemporaneamente i Medi - popolazione così così, dicono le iscrizioni - si espandono al nord.
Nel 610 a.C. l'impero viene distrutto.
Medi e Caldai si spartiscono la regione e stanno tutti tranquilli fino a che non arriva Ciro di Persia. Un venditore di pomodori che voleva di accaparrarsi il monopolio della vendita di tappeti.
Insomma, alla fine i Caldai e Medi vengono messi a tappeto, i Persiani creano l'impero Persiano, si espandono al nord e iniziano a combattere contro una popolazione di mangiatori di olive e combattenti di troie.
(Fine, anche se ho saltato tutta la parte sui fenici e compagnia bella)
giovedì, 27 marzo 2008
Saltiamo il medio regno attiro (l'Assiria la faccio tutta insieme dopo).
Ora aprliamo del 1200 a.C.
La Crisi.
Aiuto.
Per avere un'idea della situazione spirituale degli uomini dell'epoca, ecco un estratto dalle "Lettere di Ubarist": "Oh, triade cosmica di An, Enlil ed Enki! Io, kldjfoewi IV, barista di Ubarist, non riesco a spiegare il dolore che sento vedendo donne che si strappano vesti e capelli, uomini che si uccidono per amore dei figli, figli che si uccidono per amore dei padri, donne che si strappano vesti e capelli, animali lasciati morti per strada, disperazione ed apatia, donne che si strappano vesti e capelli, stranieri venuti dal nord a portare rovina, la Lega! E tutto questo senza pagare il conto."
Per la precisione la lega fra Achei, Lici e tre cosidetti "popoli del mare", che si alleano ai Libici contro l'Egitto. Quest'episodio è una delle prime avvissaglie dell'incursione dei popoli del nord, che alla fine dei conti crearono un po' di casino, ma poi alcuni se ne tornarono a casa propria per l'ora di cena, altri rimasero perchè su faceva freddo.
L'Egitto perde i popoli palestinesi, che andranno in ai Filistei (traditori fin nel midollo), che poi costituiranno la petapoli filistea. Questo era un luogo in cui era meglio non entrare, come ci spiega un'iscrizione dell'epoca: "la pentapoli è piena di polipi". In verità, alcuni studiosi sono dell'opinione che questa non fosse una metafora, ma semplicemente la costatazione che nel luogo c'era una grossa quantità di octopus vulgaris.
Comunque, con la crisi del 1200 a.C. si entra nell'età del ferro (pensavate che, in mezzo a tutti i casini fatti finora, erano riusciti a scoprire le proprietà del ferro, vero? invece no, gli ci son voluti i leghisti, a questi qua).
Diciamo che ci sono dei lievissimi cambiamenti socio-politico-economici. Praticamente cambia tutto. Ma dire tutto è come dire, quindi facciamo che non è cambiato niente e sorvoliamo.
Marsilio I viene ucciso da un complotto di corte (e te pareva), i suoi successori non riescono a gestire il regno, che decade (per qualche decade). Il decadimento sia fisico che morale dei dezzita - delle iscrizioni ci informano che alcuni traditori di corte, facendo sorgere dei dubbi sulla sessualità di Khazzuphili I, fecero in modo che la gente cadesse in uno stato di acuta depressione come mai nella storia, soprattutto la parte indoeuropea della popolazione - e questo lasciò un vuoto politico, soprattutto nella zona del regno di Aleppo.
Questa situazione fu sfruttata da delle genti di derivazione linguistica khundita. Il regno dei Khunditi si chiama Mitenni.
Se qualcuno si chiede perchè, diversamente dalle usanze dell'epoca, il nome del regno non c'entra un fico secco, la risposta è: i Khunditi erano dei grandi stronzi. Per esempio: la capitale di Mitenni si chiamava Washshukanni. Ogni volta che qualcuno diceva di doverci andare si impampinava. Si riuscì ad ovviare al problema dicendo: "vado là". In questo modo tutti si resero conto di avere a che fare con degli stronzi.
Questo fatto è storicamente accertato: il periodo di egemonia di Mitenni coincide esattamente con il periodo di crisi di tutti gli altri regni intorno. E solo degli stronzi possono fare una cosa del genere. Neanche gli Elamiti ci sono mai riusciti. Un'iscrizione ci tramanda un proverbio molto in voga, a quei tempi: "se vedi un Elamita sfiga ti piglia, se vedi un Khundita stupragli la figlia".
E' anche vero che la vita era molto dura, all'epoca.
Sappiamo, sempre dalle solite iscrizioni, che il re Barattarla - famoso per la sua passione per il commercio - controllasse il territorio fino al Mediterraneo. I suoi successori Thutmore I, Thutmore II e Thutmore III (era un periodo in cui si moriva facilmente di tumore, quello) fecero una serie di spedizioni, giungendo fino all'Eufrate, attraversando Canaan proprio durante le nozze. Cosa non propriamente difficile, visto che Canaan era una meta ambita dove andare a festeggiare le nozze, anzi si può dire che ci fosse un pranzo di matrimonio tutti i santi giorni.
I confini siro-palestinesi erano minati dall'interesse dei faraoni per quell'area (anche oggi sono minati, ma per altri motivi). E' attestato lo scambio di doni e figlie fra i sovrani dei due regni, particolare importante alla luce del notorio razzismo degli egiziani. Si narra che, ogni volta che un faraone iniziasse a scrivere una lettera indirizzata al sovrano Khundita, dicesse: "non vorrei mai che si avesse un Thutmore fra i miei amici o parenti".
Importante è anche sapere che la società di Mitenni era caratterizzata da un forte indebitamento delle classi, da una corruzione e concussione dilagante e dallo sfaldamento sociale. Non per niente sono passati alla storia come dei grandi stronzi.
Il regno di Mitenni venne battuto dai Dezzita, dopo che ebbero risolto i propri problemi interni ed esterni. Venivano costantemente attaccati dalla popolazione montanara dei Kashki, famosi per vincere le battaglie facendo lo sgambetto. In questo modo confondevano l'avversario, dandogli poi il colpo finale. I Dezzita persero molti territori, fra cui la Cilicia, che andò a formare il regno autonomo di Kizzuwoite. Della fine del XIII secolo a.C. non si sa molto, certo è che c'è una lenta ma graduale ripresa, fino a che il giovane Seppiloprima (1370-1342 a.C.) non sale al potere. Riuscì a risistemare il paese, dove imperversavano i Kashki e i loro sgambetti, riprende Kizzuwoite (rispondendo: "cazzo ti frega?"). La ripresa di Kizzuwoite significa avere la via aperta all'Eufrate, che lui subito percorre, arrivando fino a Mitenni, che conquista.
Tutti si sentono meglio.
Viene però la peste e Seppiloprima muore. Suo figlio Marsilio II prende il potere, ma deve affrontare gli effetti della pestilenza e le rivolte dei territori conquistati. Famosa è la sua frase: "i rivoltosi sono peggio della peste, e io so quello che dico".
I successori fanno un casino tremendo, tra tradimenti di corte e spezzettamento dei territori. In pratica il regno finisce, e molti studiosi concordano nell'affermare che sarebbe andato tutto diversamente, se non si fossero fatte così tante cene in famiglia.
Nel frattempo, al sud, al solito non si sa bene come, a Babilonia subentra la dinastia Cassata. I Cassati riescono a riunificare la Bassa Mesopotamia e ad allacciare trattative diplomatiche con l'Egitto, ma solo grazie alla fama della passata Babilonia. In pratica, vivono di rendita. Dalla metà del XIV alla metà del XIII secolo si ha una certa stabilità fra Attiria, Elam e Dezzita.
I Sumari dicono "Amatteo: scava tartufi ai piedi dei monti, che non piega le ginocchia, che mangia carne cruda, che durante la vita non ha casa, che dopo la morte non ha tomba". Non è certo che questa fosse la realtà, alcuni studiosi sono dell'idea che i Sumari, in netto svantaggio secondo le statistiche elettorali, avessero iniziato una campagna diffamatoria contro questa nuova popolazione nomade. E' certo che in questo periodo (intorno al 2000 a.C.) ritroviamo gli Amattei un po' dovunque: alcuni nelle file dell'esercito di Ur, altri a formare gruppi operai di picchettaggio sia sotto Akkaz che sotto Ur III* (e questo è un episodio di anticipazione storica, oltre alla prova che gli Amattei erano in netto vantaggio rispetto ai Sumari). Mentre Ur III andava incontro ai soliti problemi di gestione - alcuni studiosi parlano di un inceppamento della macchina statale e della difficoltà di trovare un meccanico decente, oggi come all'epoca- e veniva sempre più indebolita dagli attacchi degli Elamiti, Icchi-Era (amatteo) si dichiara re di Asin. Dà vita quindi alla dinastia amattea di Asin, caccia gli Elamiti (sfigati) da Ur e si dichiara "re di Sumar e Akkaz", anche se in realtà emergono diversi centri di potere autonomi, per lo più di origine amattea. Fra questi ci sono le nuove città di Babilonia e Aleppo (l'odierna Damasco) del regno di Yamkhad [dai, questi non li cambio, di nomi].
Mancano notizie dettagliate sui predecessori di Hammurabi, si sa che la dinastia venne fondata da un certo Sono-Abu (1894-1881 a.C.). Ciao, Abu!
Hammurabi (1792-1750 a.C.) appena diventato re conquista Asin e Uruk, subordinando Sin-Sin di Larsa. C'è un ventennio di stallo in cui fa tutte le sue cosette - tipo far costruire la ziqqurat o redigere il Codice - poi riprende le armi e sconfigge Larsa, Eshnunna e Mari. Ci sono pervenute delle iscrizioni con sentite preghiere agli dei, perchè si verificassero dei problemi tecnici durante la costruzione della ziqqurat.
Due parole sul Codice: non è una raccolta di leggi vincolante nè vuole avere valore normativo, in pratica è un modo come un altro per far vedere quanto è buono e giusto il nuovo re di Babilonia. E questa è un'altra prova del fatto che gli Amattei erano decisamente avanti.
L'unificazione avuta con Hammurabi sarà breve nel tempo, ma servirà per creare il concetto di un "paese unito" nella zona meridionale, che andrà ad opporsi alla settentrionale Attiria.
L'Attiria, o Subaru per Sumari e Accazi, è formata da due nuclei: il triangolo d'Attiria (o tanga) e Attur. Per ora gli Attiri commerciano, quindi si impratichiscono di imprenditoria, insesibilità e spietatezza, cose che gli saranno molto utili più in là nel tempo.
[In realtà ora ci sono una serie di nomi che conquista una serie di città con nomi totalmente fuori di testa, ma io salto, che Cristo, non ho abbastanza fantasia per modificare tutto]
Nella parte ancora più a nord (la parte più orientale dell'odierna Turchia) inizia a prendere forma il regno Hizzita [o Dezzita, io prefirisco Dezzita]. L'unificazione è abbastanza faticosa, in quanto parte da stati cittadini contendenti, oltre ad esserci la presenza di due elementi etnici contrapposti: quello indoeuropeo e quello khattico o hattico . Le'lemento indoeuropeo sappiamo tutti com'è: è principalmente patriarcale ed attua una tripartizione della società civile. L'elemento hattico è matriarcale e a me piace di più.
Fu Khazzuphili (probabilmente di tendenze omosessuali) ad unificare il paese, oltre ad avviare una politica espansionistica verso il regno di Hurri, Siria e Cilicia.
Già con lui si presentano le difficoltà iterne che ritorneranno per tutta la storia del regno: una litigiosità interna agli ambienti della corte, caratterizzata da complotti, attentati, favori e chiacchiere sulla vita sentimentale del re. Il fatto è che il potere dezzita è basato su legami matrimoniali e di parentela, cosa che darà vita al modo di dire: "parenti serpenti".
Il nipote Marsilio I (1620-1590 a.C.) porta a termine l'espansione, distruggendo il regno di Aleppo. Marsilio I prosegue fino ad assediare Babilonia, conquistarla e deportare la statua di Marduk (intelligenti, vero?).
Quest'episodio è indicativo della fine del vantaggio elettorale degli Amattei.
*Ok, questo l'ho preso da Wikipedia.
martedì, 25 marzo 2008
Con l'inizio delle civiltà troviamo già i Sumeri. Nessuno capisce bene come sono arrivati lì, alcuni studiosi concordano su una versione semplice, ma ragionevole: si sono persi.
La prima cultura si sviluppa nella città di "Eridi", la prima città creata dagli dei. Alcune iscrizioni risalenti al periodo indicano che la società del posto era particolarmente vivace e scherzosa, ma gli studiosi si interrogano ancora al riguardo.
Il potere è in mano ai sacerdoti, che pare si divertissero a prendere a frustate i loro dipendenti. E' dimostrato, infatti, che l'umorismo del tempo fosse particolarmente macabro.
Pare che, proprio a causa di uno scherzo di cattivo gusto, sia avvenuta la lotta fra Urukangina di Lagash e Lucalzaggesi di Uruk. Vince l'ultimo, che un'iscrizione ci informa famoso per l'odore pungente delle sue calze (ma qualcuno sostiene che abbia vinto solo perchè Urukangina fosse morto di angina pectoris). Forte delle sue calze, Lucalzaggesi riuscì a conquistare Ur, Larsa, Umma, Nippur e Lagash, le città più importanti della zona. Si può quindi affermare che Lucalzaggesi fu il primo a cercare di formare un "impero universale". Alcuni studiosi concordano nel pensare che Lucalzaggesi non fosse totalmente immune all'odore delle proprie calze.
Saigon, re di Akkaz (2335-2279 a.C.), pensò bene di copiargli l'idea (si vede che al periodo non esistevano ancora leggi sul copyright) e fu anche migliore nell'attuazione - probabilmente perchè aveva un certo legame col napalm. Muovendo da Kish, di cui si proclama re, conquista il sud con una spedizione militare verso Uruk dove sconfigge Lucalzaggesi ed altri ensi (principi), pare al grido di: "siete tutti terroni!". E' sicuro invece il grido degli ensi alla vista dell'esercito di Saigon: "a caz' arriva Akkaz!". Riesce a conquistare il territorio fino alle acque del mare inferiore (il golfo Persico) e si proclama "re della totalità". Si ha qualche dubbio sulla professionalità dei geografi della corte di Saigon. Di rilevanza politico-religiosa è la nomina della figlia, Eccoduanna, a grande sacerdotessa di Ninna-Nanna-Sin, il dio-luna di Ur, che inaugurerà la consuetudine delle nomine incrociate, in modo da creare un certo sincretismo religioso in modo da abituare le città, prima indipendenti, che ormai non c'è più verso di uscirne.
La successione dei suoi figli al trono Rimasto (2278-2270) e Manistese (2269-2255), è marcata da una ripresa delle ostilità con l'Elam (una civiltà di cui nessuno ci ha mai parlato, ma è esistita, erano degli sfigati, ma sono esisti, e che cavolo!) e con le città sumeriche del sud.
E' con l'ascesa al trono del nipote Nathan-Sean (si dice un bastardo di padre irlandese - nessuno studioso però spiega cosa ci faceva un irlandese lì in quell'epoca) che si concluderà l'opera unificatrice (sì, vabbè, insomma) di suo nonno. Conquista il nord nord-est, soggioga l'Elam (erano degli sfigati, dopotutto), arriva fino a Subartu e poi prosegue fino ad Ebla, in Siria. Nathan-Sean si fa chiamare "dio della sua terra" e sappiamo, da iscrizioni di gente di corte, che aveva un carattere forse un po' troppo egocentrico. Inevitabile fu il castigo degli dei: la Maledizione di Akkaz, che fece sì che dopo solo due re l'impero svanisse nel nulla, col grido "a ccazz'!". Alcuni studiosi senza dio, invece, affermano che a far finire l'impero fosse stato le difficoltà di controllo di territori con lingue, culture e divinità diverse aggiunto alla pressione dei Gustai, popolo nomade che, alla fine, prese possesso della regione.
Nel sud, Ur-Babbà (2164-2144 a.C.), ensi di Lagash, approfittando della confusione creata dai Gustai (famosi per essere dei buongustai), recupera una completa autonomia. Un suo successore Utu,que-tal? di Uruk (qui non ho capito bene come fa uno di Uruk ad essere successore di Lagash, ma vabbè) sconfigge i Gustai facendogli mangiare una mela avvelenata ad ognuno (Utu,que-tal? era notoriamente un lettore di favole), ma si vede a sua volta sconfitto da Ur-mammu (2112-2095 a.C.). Pare che Ur-mammu fosse molto attaccato alla madre, che aveva un carattere particolarmente irascibile: è stata proprio la madre di Ur-mammu ad uccidere Utu,que-tal? pare perchè insistentemente apostrofata da quest'ultimo a farlo partecipe del suo presente stato emotivo.
L'impero di Ur III (così l'han chiamato, però non capisco dov'è Ur I e Ur II) è particolarmente florido dal punto di vista burocratico: aumentano, infatti, i controlli amministrativi, la centralizzazione e la standardizzazione della società, la cultura scribale viene unificata e così pure tutto quel che riguarda il calcolo e la misura. Quindi, se volete insultare qualcuno dicendogli di essere un puntiglioso burocrate basta che diciate: "sei un degno scriba di Ur III!".
(Ecco, qui finisce il periodo dell'Antico Bronzo, su un altro post faccio anche il Medio Bronzo)
E' iniziato tutto verso il 15.000-10.000 a.C. In quel periodo, un cacciatore particolarmente intelligente e (si dice) una raccoglitrice particolarmente arguta (o più probabilmente, una serie di casi fortuiti capitati a più persone, come crede la maggior parte degli storiografi) capirono che un'accurata selezione di piante ed animali avrebbe portato ad un maggiore profitto finale.
A Marx (e ai seguenti teorizzatori e conseguenti revisionisti) sarebbero serviti più o meno ancora 11.800 anni per venire al mondo, e quindi nessuno all'epoca ha avuto nulla da ridire. Per una lettura più fluida del post - e della storia in generale - evito di tergiversare sul fatto che una serie di casi perlopiù fortuiti e accidentali, alcuni conseguenti la selezione più accurata delle sementi (però anche qui ci sarebbero degli storici, come White mi sembra, che avrebbero qualcosa da ridire), hanno fatto in modo che dopo 15.000 anni Marx venisse al mondo.
Dopo più o meno 3500 anni -e qui iniziano a sorgere i primi dubbi sull'intelligenza degli uomini dell'epoca - si hanno i primi veri esperimenti di coltivazione, alcuni animali entrano in simbiosi con l'uomo (che probabilmente vuol dire che si hanno i primi esperimenti di trasformazioni genetiche, poi uno dice che la tecnologia moderna è originale, ma comunque) ed alcuni archeologi particolarmente attratti da cose particolarmente antiche, sporche e polverose, assicurano (giurando sulle proprie madri) di aver ritrovato dei resti di silos e tombe sicuramente risalenti a queto periodo della storia umana.
Sempre questi curiosi personaggi, assicurano che è proprio verso il 7500 a.C. che possiamo affermare che sia iniziato il Neolitico.
Il problema è che nessuno gliel'aveva chiesto.
Comunque, il neolitico è caratterizzato da comunità di villaggio con abitazioni a pianta quadrangolare, e un'infinità di altri minuscoli particolari (che per esempio alcune case sono fatte a scacchiera, altre no, che alcune hanno basamenti in pietra, altre no, eccetera eccetera), oltre a contatti interregionali fra le varie comunità (principalmente ossidiana e conchiglie marine, ci informano i soliti buffi personaggi).
Ora, importante (vabbè, relativamente importante) è comprendere che è proprio in questo periodo che l'uomo inizia a intervenire sul tempo e sullo spazio (con i nuovi tempi della semina e della raccolta, e le modifiche dello spazio in funzione delle stesse) cosa che comporterà un cambiamento della percezione di tempo e spazio. Tipo che se ora io arrivo tardi ad un appuntamento, posso benissimo dare la colpa al genio che ha inventato la semina.
Comunque, verso il 6000-4500 siamo nel pieno Neolitico, con tutte le cose che fanno nel pieno Neolitico (come tessere la lana e disegnare omini stilizzati sulle pareti delle caverne).
Qui conviene saltare qualche annetto e iniziare il discorso sulle culture del medioriente, che sarà spostato nel prossimo post perchè mi stan succedendo delle cose strane con 'sto computer ed ho paura che poi mi si cancella tutto.
lunedì, 24 marzo 2008
Io stavo scrivendo un post, ma mi si è cancellato.
Non c'ho voglia di ricominciare da capo.
Che cazzo, mi piaceva.
Vaffanculo, splinder.
sabato, 08 marzo 2008
Ma i contenitori dell'ordine avevano contenuto la loro sete, e al massimo potevano venire accusati di un bicchiere di vino all'ora del pasto.
Durante l'interrogatorio si sentiva un rumore insistente, da macchina da scrivere di primo pelo, di quelle che sembrano soffrire ad ogni lettera che viene impressa sul foglio di carta ed infatti, se il signor F. fosse potuto uscire, percorrere i due metri che lo separavano da una porta rossa, aprire la suddetta porta, entrare e dare un'occhiata all'interno, avrebbe visto una segretaria con tanto di occhiali e chignon che trascriveva la sua confessione. Confessione che in realtà il signor F. non stava facendo, ma che già la maggior parte dell'ufficio sapeva che avrebbe fatto. Infatti, se il signor F. avesse potuto spostarsi a suo piacimento nel tempo (sorvolando tutte le leggi fisiche e naturali esistenti) si sarebbe visto, prostrato sulla sedia, a confessare il suo tremendo reato ai controllori dello schiamazzo pubblico che ora (nel tempo ordinario, conforme alle leggi della fisica) stavano premendo perchè il signor F. accettasse la loro versione dei fatti.
Se il signor F. avesse sempre potuto spostarsi a suo piacimento nel tempo, comunque, sicuramente non avrebbe utilizzato questo potere per divinare il futuro più prossimo, ma per capire e rivedere alcuni dei momenti più centrali della sua vita. Il signor F., bisogna sapere, era una di quelle persone che non riusciva a non analizzare attentamente il suo passato ogniqualvolta il presente si presentava irragionevole, e faceva questo con una ragionevolezza tale che anche il presente più privo di razionalità logica doveva arrendersi all'evidenza dei fatti. Una persona, tempo fa, disse al signor F. che ognuno di noi ha un potere, e il signor F., da allora, prese a pensare che il suo, di potere, era proprio quello di far arrendere il presente all'evidenza dei fatti, cosa molto utile in alcuni casi, ma molto inutile in alcuni altri.
Quindi, il signor F., se avesse potuto, sarebbe prima arrivato a rivedere quel tempo in cui, all'età di sei anni, aveva rubato una caramella al suo fratello minore e per questo era stato preso a botte dal suo fratello maggiore, che aveva un grande senso di giustizia, ma poco di umanità. Questo era il primo ricordo dellle botte del fratello maggiore (e sicuramente non l'ultimo) ed ogni volta che ripensava al fatto riusciva a riscontrare, ogni volta, dei particolari diversi che non pensava avesse pensato la volta precedente. Si può concludere, quindi, che il signor F. sarebbe andato a rivedere questo episodio della sua vita più per ricerca di verità che per un qualche legame affettivo o psicologico. Il legame affettivo lo aveva per un avvenimento avvenuto qualche annetto dopo, quando all'età di dodici anni era riuscito a rubare il portafoglio di sua madre ed andare a comprare quel modellino di motocicletta nel negozio vicino la scuola.
Bisogna dire che appena i suoi genitori scoprirono il fattaccio, riempirono il signor F. di tante di quelle botte che non raggiungevano la somma di tutte quelle prese da suo fratello dai sei anni ai dodici.
Poi il signor F. avrebbe fatto un giro un po' in tutti i punti cruciali della sua vita, giuto per ricordarsi qualche dettaglio sfuggito, qualche sensazione dimenticata e qualche ragionamento perso nella memoria.
Il problema è che il signor F. non aveva la capacità di spostarsi a piacimento nel tempo, e risultandogli tutto parecchio difficile nell'atto, si limitò ad immaginarselo solo in potenza.
Nel mentre, l'interrogatorio stava continuando, anche se ormai i due agenti dei servizi segreti avevano preso a parlare di cose che esulavano dal contesto poliziesco, e rientravano nella sfera privata. I due stavano prendendo ad esempio alcuni episodi della loro vita per far capire al signor F. che ognuno, anche loro, era stato protagonista di avvenimenti spiacevoli, magari contro la legge, che provenivano, a volte, solo dall'innocenza del fautore del fatto. Per la precisione, entrambi avevano iniziato a raccontare quando, entrambi, avevano rubato le caramelle ai rispettivi fratelli minori ed erano stati presi a botte dai rispettivi fratelli maggiori.
Questo, dicevano, era il primo ricordo delle botte dei loro fratelli maggior (ma sicuramente non l'ultimo) e, per quanto ogniqualvolta si trovavano a ripensare all'episodio si ritrovavano con dettagli dapprima ignorati, conclusero che il sentimento di giustizia dei rispettivi fratelli maggiori avevano fatto comprendere loro che per ogni cattiveria o reato che sia, esiste sempre una punizione.
(Continua, continua...)
martedì, 04 marzo 2008
Io ho sempre avuto una specie di sensazione segreta, che non ho mai e poi mai confidato a nessuno (sì, questo è un post di confessione).
Non so se avete mai letto Guerra e Pace(ma voi chi?). A ma personalmente ha frullato i cojoni, ma forse perchè non l'ho capito molto bene, comunque, oltre alla concezione della storia che c'è in quel libro, c'è una parte che mi ha folgorato come un'illuminazione epifanica.
E' quando Pierre, sposato ad Helene (era Helene, no?, o Elena o come cazzo si chiama quella bella figa scema che sposa ad un certo punto, anche se è innamorato di quell'altra, come si chiama, Natascia? Sonia? Boh) si rende conto che Helene (o Elena) è una tremenda idiota.
C'è un punto in cui Pierre si rende conto di aver paura, nei salotti in cui sua moglie spicca per arguzia ed intelligenza, che ad un certo punto tutti scoprano che lei, in realtà, è un' oca senza cervello. E si sorprende che ogni volta, anche se quel che dice è scialbo ed inutile, lei continui a mantenere la sua reputazione.
Ovviamente Tolstoj lo spiega molto meglio di me, vorrei mettere il brano per intero, ma non ho Guerra e Pace sotto mano, quindi niente.
Il punto è che, due anni fa, leggendo quel punto lì,l ho finalmente capito cos'era quella sensazione segreta che non riuscivo a spiegarmi, io, a parole, e che invece Tolstoj ha descritto perfettamente (anche perchè è Tolstoj, alla fin fine). Ecco, io ho sempre avuto paura che improvvisamente, la gente con cui sto parlando e che mi reputa una persona abbastanza intelligente, si renda conto che sono una stupida oca senza cervello. Ed ogni volta mi sorprendo che non se ne rendano conto.
No, aspetta, forse mi sa che un po' depressa lo sono.
(Tutto questo per la serie dei blog: siamo blogger, siamo fighi se ci deprimiamo perchè diamo voce all'insensato cosmico. Grazie, grazie.)
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