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martedì, 26 febbraio 2008
Dicevamo, due tizi si avvicinarono al signor F. con quell'aria che ha chi intende attaccare bottone.
- Saremo della Digos - dissero.
- Saremmo - corresse il signor F.
- Cosa? - si sorprese la coppia.
- "Saremmo", non "saremo", a meno che non volevate informarmi che nel futuro prossimo entrerete nelle file della Digos.
- Non faccia lo spiritoso. Ci segua.
Il signor F. li seguì scortato dal paio di guardie e dalla birra. Il problema del signor F., che si palesava nella sua ritrosia nel seguire gli agenti, era che si sapeva innocente, anche se non sapeva di cosa lo pensavano colpevole.
I piedipiatti lo portarono dentro una macchina nera dove, all'interno, un autista vestito di nero li scortò davanti un palazzo dove, all'interno, parlarono con un portiere vestito di nero che li condusse in una stanza dove, all'interno, c'erano soltanto un tavolo e tre sedie. Il signor F. fu fatto sedere in una, i questurini lo imitarono con le altre due.
Iniziarono una specie di interrogatorio senza capo nè coda, in cui gli si minacciavano grane a non finire se non avesse confessato il suo reato (come, ad esempio, ritrovare dovunque e in ogni momento da qui in poi dei promemoria inutili e fastidiosi come "ricordati di chiudere la tazza del gabinetto" o "dai da mangiare al cane" - inutile dire che il signor F. non aveva un cane). In tutto questo il signor F. non riusciva a capire bene di cosa lo si stava accusando: prima si parlava di una bomba davanti al convento dei carmelitani senza dimora, poi di una lettera minatoria ritrovata in mezzo alla Piazza dei Miracoli, infine di una zampa di pitbull arrivata a casa del sindaco e sfortunatamente rinvenuta dalla figlia minorenne di questo. Ad un certo punto dell'interrogatorio il signor F. si chiese sinceramente se gli sbirri non avessero bevuto più della loro sopportazione.
(poi il seguito)
domenica, 24 febbraio 2008
L'Ordine dei medici redige un documento in difesa della legge 194 e della RU486.
L'Avvenire contesta che è un falso.
Bene.
Ok.
E' un falso.
Ma con straquale cazzo di diritto si dice che è un falso?
No, così, è un falso. Non ci stava bene e quindi è un falso.
Ok.
Io respiro.
Inspiro.
Quindi siamo arrivati al punto in cui ognuno dice il cazzo che gli pare, così. E' un falso. Certo. E la carta del cesso è una tovaglia. E la gamba del tavolo è uno stinco di santo. E il trenino elettrico è un oggetto di lusso. Così. Perchè non mi va bene che col trenino elettrico ci giocano i bambini: io dico che il trenino elettrico viene venduto a 5000 euro a vagone.
Sì, sì.
E il cielo è rosso, gli asini volano, la gente piscia champagne.
Io respiro, inspiro. Un giorno o l'altro farò un attentato. Sappiatelo.
martedì, 19 febbraio 2008
we make our own gravity
to give weight to things
and then things fall and they break
and gravity sings
E magari, magari davvero è iniziato tutto con quella finta zigana che mi fissava negli occhi mentre suonava (lo so che non è vero, ma mi piace pensarlo) e che sta continuando tutto perchè quel pagliaccio mi ha sorriso negli occhi alla fine dello spettacolo. Perchè credo che i giocolieri abbiano il segreto della mia vita, e sto tentando di inseguirli per farmi dire dove sto andando, ora, e magari dove sarò fra un mese o due. Giusto per avere la giusta distanza tra quello che sto facendo e quello che avrò alla fine (ma non troppo lontano, non ho più voglia di chiedermi i tempi del futuro remoto).
every time i try to hold my tongue
it slips like a fish from the line
they say if you're gonna play
you should learn how to play dumb
Mi hanno detto che ogni volta che apro bocca sembra che mangio le persone, che sembro inquietante, che sembro un'ameba, che sembro una puttana, che sembro lesbica, mi hanno detto che per Sartre la misura di quello che sei sono gli altri. Ora capisco perchè Sartre non mi ha mai convinto. Ma, ad essere sinceri, non riesco a gestire l'ingenuità e credo che sarà una delle cose che non saprò mai fare, quindi credo di dover imparare a spaventare la gente il meno possibile.
but i've had a lack of inhibition
i've had a loss of perspective
i've had a little bit to drink
and it's making me think
E non ho fatto altro che camminare nell'ultimo periodo, come se far lavorare le gambe fosse l'unico modo per dimenticare (e per ricordare), come se fosse l'unica cosa che poteva far circolare l'ossigeno nel sangue, come se scrivere una serie infinita di come potesse far capire la misura di quel che sto dicendo, che non ha mai avuto poi molto senso (nè ho poi mai voluto darlo, chè figuriamoci se riesco a decidere qualcosa, io).
if i did my tricks with smoke and mirrors
would you still know which one was me
if i was naked and screaming
on your front lawn
would you turn on the light and come down
In fondo, spogliata da tutto quello che uno si costruisce per difendersi, io non ho mai capito molto, nè intendo poi farlo, perchè provo una profonda avversione per quelli che capiscono di capire e poi pretendono di farlo capire anche al mondo intero (e per quale motivo dovrei avercela a male, con loro, non lo so, perchè in fondo è sempre un modo per proteggersi in qualche modo, chè la gente ha paura, la gente sta male, la maggior parte non sa neanche chi sarà domani mattina, o chi è ora - ed io per prima).
if i had any sense
i guess i'd fear this
i guess i'd keep it down
so no one would hear this
i guess i'd shut my mouth
and rethink a minute
E mi sono portata il freddo in giro, quasi fosse una coperta con cui scaldarmi dentro, perchè tutti hanno bisogno di venire consolati, ed io ho chiesto di consolarmi anche se non ce n'era più bisogno (e penso che pagherò per questo, come un premio non meritato - mi tornerà indietro il conto con una mora di illecito). L'ho chiesto seduta al sole presa a calci dai turisti, con vicino la persona che credo ormai conosca tutte le mie vite (ed io che non so neanche contarle, che non so neanche dire se sono poche o tante, io so solo che diventa sempre più difficile riconoscere chi le ha vissute).
i wonder if everything i do
i do instead
of something i want to do more
the question fills my head
i know there's no grand plan here
this is just the way it goes
when everything else seems unclear
i guess at least i know
Il fatto è che non sono nè particolarmente bella, nè particolarmente intelligente, ed in quanto a coraggio non ne parliamo nemmeno, ma ci sono giorni in cui mi capita di ritrovarmi nelle mani un rametto di fiori senza sapere come ci sono finiti lì, a volte mi ritrovo a chiedermi se c'è davvero un protettore da qualche parte, che mi copre le spalle (o che sono sempre io, affetta da una grave forma di schizofrenia).
and every pop song on the radio
is suddenly speaking to me
you know art may imitate life
but life imitates t.v.
Eppure credo di avere pochi ricordi di vita veramente vissuta (ma forse perchè ho degli standard troppo alti da raggiungere), a parte quella notte in cantina, a cantare la tarantella guardando negli occhi una sconosciuta, facendoci coro l'un l'altra.
E che era bello sentirlo ridere.
but for the purposes of this song
let's just say i am doing fine
i think i'm doing fine
(tutto questo perchè mi fa male ascoltare troppo ani di franco, e perchè ho detto addirittura a due persone che non voglio scrivere cose intimiste nel blog, e io non riesco mai a fare quel che dico, perchè sono una stronza, fondamentalmente.)
"Finendo fino in fondo si arriva alla fine."
Una frase del genere, detta da una persona con la effe dislalica, fa ridere. Il signor F. aveva proprio questo difetto di pronuncia e aveva proprio detto quella frase, quindi, come conseguenza logica, le persone intorno si rivoltarono sulle sedie dalle risate.
Il problema è che nessuno aveva ben capito qual era il senso della frase appena pronunciata dal signor F., e si può anche dire che nemmeno il signor F. l'aveva ben capito. Questo perchè lui era una di quelle persone che talvolta parlano senza pensare bene alla costruzione delle frasi, o a come comunicare correttamente quello che intendono dire o che pensano. A volte, inoltre, non sanno neanche bene quello che pensano. Non per un'ignoranza congenita o per cattiveria, semplicemente perchè magari sono troppo distratti da altre cose. Da cosa, non lo sanno nemmeno loro.
La reazione fisica del signor F. fu un lieve arrossamento alle parti laterali della faccia (comunemente chiamate guance o gote), la reazione emotiva fu un insieme di vergogna, rabbia contro se stesso per la sbadataggine e contro gli altri per la poca sensibilità.
Il signor F., però, era anche abbastanza ragionevole, quindi decise di chiundere tutta la questione ordinando un'altra birra. Alzandosi dalla sedia, vide due o tre coppiette che si stavano baciando, e si ricordò istantaneamente che proprio tre giorni prima sua moglie l'aveva lasciato. Si ricordò anche che la frase che aveva suscitato tanta ilarità era scaturita proprio da un'analisi del perchè di quell'avvenimento.
Il signor F., bisogna dirlo, non era una persona cattiva, quindi non riusciva molto bene a spiegarsi il perchè di quella separazione. Ma in realtà, il signor F., non era mai riuscito a spiegarsi il perchè di molte delle separazioni avvenute nella sua vita. Una volta gli avevano detto che erano proprio le persone più buone a soffrire di più, in barba a tutte le leggi morali e religiose esistenti a questo mondo (che, secondo chi stava parlando, erano solo una scialba costruzione idealistica creata dagli umani per non impazzire del tutto). Il signor F. non fu molto convinto delle spiegazioni metafisiche della cosa, quella volta, e decise di chiudere tutta la questione ordinando un'altra birra, come questa volta.
Se il signor F. fosse stato un acuto osservatore, però, oltre alle coppiette che si baciavano avrebbe visto anche due uomini che parlavano a bassa voce fra di loro, indicandolo. I due signori, quindi, alzandosi dal tavolo si diressero verso di lui, con quell'aria che ha chi intende attaccare bottone.
(il seguito un'altra volta)
lunedì, 18 febbraio 2008
so go ahead, try the door
it doesn't matter any more
i know the weak hearted
are strong willed
and we are being kept alive
until we're killed
Scosta le coperte come un corpo estraneo guardando fuori dalla finestra senza persiane senza tende senza serrande che coprano il sole continuando a guardare fuori fino a che il sole non brucia gli occhi e si ricorda si ricorda ore e ore stesa al buio a chiedersi dove diavolo è finita ora di chi è il letto di chi è la porta dov'è la porta dove si finisce dall'altra parte della porta cos'è il peso caldo sulle ginocchia un animale o un essere umano e finchè qualcuno la chiami per nome non ha importanza perchè vuol dire che qualcuno si ricorda il suo nome e lei può anche scordarselo glielo diranno quando la chiamano ed ancora guarda il vento e il sole e non riconosce più cosa l'ha spinta a fare tutto questo paura voglia gioia follia esiste solo un punto dell'esistenza in cui sei spinta a fare quello che poi ti chiederai come l'hai fatto perchè l'hai fatto quando l'hai fatto e ancora un'altra volta si cercherà di cominciare da capo perchè c'è sempre un capo da qualche parte che si cerca e ci cerca fino alla fine del filo del discorso che uno pensa è la vita che poi non finisce mai uno finisce sempre così in una stanza a guardare fisso il sole senza pensare a niente tranne al capo al capo senza più sapere ormai se è un capo di un filo o il capo di un reggimento da cui sta sfuggendo e chiude gli occhi per ricordarsi dov'è stata negli ultimi tempi ma tutto quello che ricorda è una luce una luce buia che non capisce come fa una luce ad essere buia con tutta quella luce sperando che qualcuno le chieda cosa sta facendo lì e magari dandogli una risposta con cui poter negare l'evidenza una prova che ormai si è perduta dentro e fuori per riprendere a vivere poi più tardi magari meglio ma ora solo ora le andrebbe bene una risposta ad una domanda che non c'è che non trova che non cerca più nelle pieghe dei pantaloni che un giorno un giorno erano pieni di coriandoli ed era carnevale e c'erano i bambini e lei era seduta in un angolo lontana dalla strada a far entrare la siringa, per la prima volta, nelle sue vene.
lunedì, 04 febbraio 2008
Egregio Signore Direttore e Santità
Sua Eccellenza Papa Ratzinger
La volevo innanzitutto informare della mia più completa soddisfazione per la Sua elezione al seggio papale. Fin dall'inizio sono stato certo della Sua buona volontà nel migliorare lo stato di estrema depravazione e perdizione in cui ristagna questa repubblica (puah!). La mia intuizione è stata felicemente confermata dai fatti. Sono terribilmente concorde nell'affermare la superiorità della Grande e Sublime Religione Cattolica ed il diritto, anzi il dovere, che i rappresentanti del nostro Benevolo Signore debbano segnare la via agli uomini su qualunque faccenda, guaio, disputa, questione, diatriba, litigio per un parcheggio, gazzarra, tafferuglio, contesa e singolar tenzone, rapina, furto, multa per divieto di sosta, battibecco familiare, accoltellamento fuori programma, esplosione di kamikaze, visita del fisco, assassinio effettuato con una banana.
Le Sue ultime dichiarazioni sulla superiorità della vita hanno segnato l'apice (che spero Lei riuscirà a superare maggiormente) della mia soddisfazione. Ho sempre pensato la legge sull'aborto una calamità per la salute pubblica, e così alcuni miei amici, con cui, prima della sua approvazione, ci divertivamo ad ingravidare le nostre colf per poi passare noi stessi alla rimozione illegale del feto, con divertimento di tutta l'allegra brigata.
Grazie al Cielo, i nostri politici sono molto attenti alle Sue richieste, e sono convinto che dopo qualche altra affermazione di questo tipo, essi saranno pronti a realizzare i suoi desideri, e si potrà ritornare ad essere una Nazione civile e pia.
Sono inoltre convinto, o perlomeno lo spero, che Lei non si fermerà qui, ma andrà avanti nel migliorare le cose.
Sarebbe oltremodo vantaggioso se dichiarasse la mancanza di anima nei musulmani; voglio dire, ha funzionato così bene coi negri finchè i soliti comunisti non hanno sovvertito la Pace e l'Ordine. In quanto agli ebrei si potrebbe cercare di riunirli tutti nel loro Stato di Israele e poi rasare al suolo e bombardare lo stesso (la costruzione del muro che stanno operando loro stessi ci sarà di grande aiuto nell'isolarli, dovremmo soltanto cercare di convincerli che il modo migliore per difendersi è quello di costruirlo tutto intorno a sè, e non intorno ai palestinesi). Per quanto riguarda i palestinesi, credo che il problema non si ponga, visto che fra poco moriranno tutti grazie agli ebrei e ai loro kamikaze. Proporrei, se non è troppo, di ristabilire la servitù della gleba, per chiunque provenga dall'est Europa. I sudamericani si possono continuare ad utilizzare per le piantagioni di banane, anche se proporrei di vietar loro qualunque tipo di emigrazione. Per i cinesi e gli altri asiatici, il discorso è lo stesso, in quanto trovo che nel loro paese abbiano un sistema perfettamente funzionante, il problema è sempre quello di vietar loro l'emigrazione, facendo in modo di prendere pieno possesso del controllo della loro economia (si sa che ormai sono un pericolo per l'integrità dei commerci).
Credo che a tutto questo Lei ha già pensato, e che ha una precisa linea direttiva che La porterà alla meta prefissa, e cioè la costituzione di un mondo più giusto e pacifico guidato dal Grande Papa Re di Roma. E' questo che sto aspettando con ansia, anche perchè così lei potrà guidarci tutti, anche spiritualmente. Penso che finalmente ritornerà l'obbligo della cintura di castità per le femmine e la possibilità di mondarci dai nostri peccati attraverso il versamento di una data cifra di denaro nel conto corrente della Santa Sede. Mi auguro, inoltre, che si ritorni allo spettacolo dei roghi, per il popolo, che finalmente potrà essere istruito come si deve.
Finisco con i migliori auguri di successo e di gloria, perchè la Sua opera possa ristabilire serenità in questo mondo dilaniato dalla depravaizone e dalla perdita spirituale.
Cordiali saluti
Dott. Balzetti
sabato, 02 febbraio 2008
"Se uno parla di sè, alla fine gli pare sempre che ci sia qualcosa di artistico nella sua vita."
Non so come fare per liberarmene, di questa artisticità repressa. Prendi un blog e scrivici: ti sentirai sempre meglio di quel che sei in realtà. Non puoi fare a meno di ritrovarti in quello stupido schema di autoincensamento o autocommiserazione.
Chè poi a uno che gliene frega, ma scrivere contro l'autoincensamento mentre ti autoincensi scrivendone, è una cosa che mi diverte. Come quando ti ritrovi a fare dei pensieri che si ritorcono su se stessi, e li vedi che si torcono e vogliono uscire dal vicolo cieco in cui si sono messi. Ma non possono, sono sbagliati. In partenza.
Tipo ora dovrei cancellare tutto, perchè quello che ho scritto finora è un pensiero senza senso, senza importanza neanche, che finisce appena è stato tirato fuori. Ma non lo cancello: siamo in un blog e l'inutilità è d'obbligo.
Per esempio, leggendo in giro, uno ritrova più o meno gli stessi schemi, gli stessi argomenti, gli stessi modi di raccontare un problema e, a volte, le stesse parole. Poche volte vedi qualche blog originale (e questo perchè in fondo siamo tutti un po' qualunquisti).
In realtà potrei cercare di usare questo posto in maniera più costruttiva, ma ultimamente ho dei problemi con la costruzione delle cose. E poi provo un piacere enorme, nel fare cose inutili (e pure distruttive, ma questa è un'altra storia).
Non so, non si può sempre essere gli efficienti di se stessi.
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