|
giovedì, 31 gennaio 2008
- Scusi, signore, mi sono persa. Saprebbe indicarmi la strada per perdermi meglio?
lunedì, 28 gennaio 2008
No, non ho più molta voglia di sapere cosa succede nel mondo.
Chiamatela disillusione, chiamtela pigrizia, chiamatela semplicemente constatazione dei fatti (che ormai non hanno più alcun fascino nè senso, ma soprattutto non infondono la minima speranza). Era questo quel che pensavo in treno, qualche giorno fa.
Ho passato più tempo in treno che a terra, in questo fine settimana.
Chè stare in treno mi aiuta a pensare, anche perchè non è che uno ha poi molto da fare, a parte stare seduto sperando che non si arrivi in ritardo. E comunque, pensavo che uno non ha poi più molta voglia di sapere cosa succede nel mondo, alla fine. Io in particolare. Chè uno sta ogni giorno dentro la sua vita a cercare di fare qualcosa di costruttivo, che non è facile, cristo, non è mica facile per nessuno. Poi improvvisamente ti casca un governo. E ti senti cadere anche tu (a meno che non sai neanche cosa vuol dire "governo"), insomma, ti senti un attimo fottuto. Col fatto che questa sensazione (sentirsi fottuto) te la ritrovi abbastanza spesso nella tua vita normale, uno inizia a stancarsi.
E io non ho più molta voglia di sapere cosa succede nel mondo.
Poi ho pensato (sempre sul treno), che anche se tu non sai niente di quel che succede ti fottono ugualmente. Magari meglio, perchè non sai neanche che ti stanno fottendo (e a me questa frase mi sa un po' di qualunquismo). E allora prendi un giornale (o sbirci nel gionale del vicino di posto), ma ti senti male. La nausea, le vertigini, la voglia di far finta che quegli idioti patentati non esistano. La voglia di prendere e fare tabula rasa e la certezza che non puoi farlo. Affanculo, pensi.
Affanculo.
Non voglio più sapere cosa cazzo succede in questo cazzo di mondo del cazzo.
Poi, beh, uno se ne fa una ragione. Fa finta che non sia successo niente, per qualche giorno. Si ficca in un treno e va avanti e dietro fino a che non si stanca(è bello, questo impersonale che ti toglie la responsabilità di quello che fai).
Poi ritorna e uno se ne fa una ragione. O ci prova, non ci riesce, ma ci prova.
Io non lo so mica se ci riesco a farmene una ragione. Ma ci provo, eh, io giuro che ci provo.
(però io non volevo fare un post pessimista)
mercoledì, 23 gennaio 2008
Avevo iniziato il post con: "Sarebbe bello se ci fossero delle iniezioni di fiducia, da comprare in farmacia". Poi avevo continuato facendo ipotesi su cosa sarebbe succeso, se ci fossero state davvero. In pratica finiva in una catastrofe.
Ok, forse è solo un po' di paranoia.
venerdì, 18 gennaio 2008
"Credo che anche questo è l'amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Basta guardare alla vicenda del Papa di questi giorni per capire cosa avviene ai cattolici." (Sandra Lonardo)
Io non avrei saputo dirlo meglio.
lunedì, 14 gennaio 2008
Credo di avere internet, alla fine. In realtà non lo so, ma il fatto che io sia qui a scrivere, e che contemporaneamente sia in casa, potrebbe essere un indizio. Oppure vuol dire che ho aquisito il potere dell'ubiquità, che potrei usare come scusa per non pagare l'affitto. Cosa che in questo momento costituisce un problema di calcolo, nel senso che le mie risorse finanziarie sottratte al costo della stanza non danno un risultato ragionevole.
Ed è impossibile tentare di farlo ragionare. Davvero.
Anche la divisione "numero di giorni mancanti all'esame-pagine da studiare" non vuole saperne di ragionare.
Ma tutto ciò non ha importanza.
L'importante è avere internet, credo.
sabato, 05 gennaio 2008
Questo blog non è morto, sta solamente aspettando per un trapianto del fegato.
|
|