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venerdì, 31 agosto 2007
Stupido blog, che tutto contieni, fammi spuntare dal nulla un tetto sopra la testa!
sabato, 11 agosto 2007
Il suo nervosismo era facilmente constatabile dal movimento frenetico delle mani e delle dita tutte. Queste ultime, probabilmente, credevano giusto sottolineare la propria indipendenza stringendosi e lasciandosi andare, contorcendosi su se stesse, spostarsi verso la bocca per farsi mordere l'unghia, ritornare ad altezza bacino, ristringersi, rilasciarsi, ricontorcersi e continuare da capo.
Era caldo. Il caldo era facilmente constatabile affacciandosi alla finestra: di fronte il vicino di casa era attaccato al ventilatore e alla tv, in un bagno di sudore. Lei non ci fece caso, in quanto un vicino (un altro) urlò dalla sua terrazza che erano le cinque e mezza (in quanto gli era stato chiesto), e si accorse di essere in ritardo, così che la sua intenzione di affacciarsi fu interrotta, quindi dimenticata. Dovette uscire ed affrontare il caldo per andare ad affrontare il ritorno di un vecchio amico.
Appena fuori scoprì che lo stabile aveva un nuovo inquilino al primo piano: l'ascensore era riservato a scatoloni e mobili (ma questo lo scoprì solo arrivata al primo piano), quindi dovette farsi otto piani a piedi. Fortunatamente in discesa.
Si diresse in direzione nord per 100 metri, poi svoltò a destra e così avanti per arrivare alla fermata dell'autobus. Il suo sguardo incontrò per caso l'orologio di un attendista d'autobus, che gli confermò il ritardo: venti minuti.
In stazione non c'era più nessuno.
Non si trovò neanche il cadavere. Fu data per dispersa. O scappata. O rapita. O, semplicemente, ita. Così, senza un perchè.
In realtà, in realtà vi dico, fu presa dalla consapevolezza che finora in tutto lo scritto lei non aveva deciso nulla: aveva sempre dovuto rassegnarsi ai fatti.
Prese la decisione di andarsene dal racconto.
martedì, 07 agosto 2007
- Bisogna puntare in alto. Si deve riuscire a focalizzare con estrema chiarezza l'obiettivo e poi sparare con la più alta precisione possibile.
Il discorso del Signor A non faceva una piega. Come non faceva una piega la tovaglia, il lenzuolo o qualunque tipo di tessuto che il Signor A teneva in casa: il Signor A era uno di quei personaggi ordinati, precisi, puliti, puntigliosi, maniaci dell'ordine e della disciplina. La maggior parte delle volte hanno il fiore all'occhiello, o il fazzoletto nel taschino, se vivono in un periodo successivo al 1907.
La letteratura ha, in sè, molti personaggi di questo tipo.
Il nostro Singor A non ha nè fiore nè fazzoletto, perchè se li era persi: prima ce li aveva entrambi (infatti è nato nel 1907).
- Credo... - gli rispose il Signor B - credo che bisognerebbe controllare la carcassa.
Erano andati a caccia.
Il Signor B era un uomo brutto, sporco, basso, infido e senza denti nè dentiera. Mangiava il pane intinto nel vino o, la maggior parte delle volte, beveva direttamente solo il vino. Il Signor B prediligeva il profumo del lambrusco a quello della vittoria e, in questo modo, si toglieva efficacemente dai guai.
Ora, incontrare due personaggi così diversi che vanno a caccia insieme è possibile, nella maggior parte dei casi, quando:
- l'uno è il servo dell'altro (di solito lo sporco è servo del pulito)
- si sono ritrovati insieme per avvenimenti rocamboleschi che porteranno i due a dare prova dei loro diversi modi di vivere e di pensare.
Ora come ora, in realtà, questi si sono persi.
- Lo chiami il cadavere, il cadavere! E' un essere umano, per Dio!
Il Signor B aveva distrattamente sparato un colpo ad altezza d'uomo proprio mentre un uomo stava camminando alla sua propria altezza.
L'uomo era un macellaio, facilmente riconoscibile dal grembiule sporco di sangue e dal coltello da macellaio stretto in mano.
Cosa ci faceva il macellaio col grembiule sporco di sangue ed il coltello da macellaio stretto in mano, non essendoci una macelleria nei paraggi fu il dubbio di tutti.
Il mattino seguente i giornali tittolarono "Macellaio ucciso a caccia". Una vecchia, leggendo il titolo, chiese alla pescivendola, la pescivendola chiese al pescatore, il pescatore chiese al farmacista, il farmacista gli preschisse una pomata per le escoriazioni. Alla fine si scoprì che il macellaio aveva una storia con una forestiera, che stava andando a caccia. Essendo (il macellaio) un uomo sanguigno ed essendogli venuto il dubbio di avere una qualche somiglianza con la testa del toro arrivatagli fresca quella mattina, decise di farsi giustizia. Andò pronto per l'omicidio, sapendo di trovare l'amante con l'amante. Trovò la morte con un colpo di fucile (e lui che aveva scelto la mannaia!).
L'ultima parola l'ebbe la forestiera, che disse: "Basta coi macellai!". Che, in realtà, aveva ragione perchè quel giorno la forestiera aveva appuntamento con il garzone della macelleria, che era giovane e bello, con l'unica pecca di non avere il possesso delle bistecche. Il garzone era nipote degenero del Signor A, che faceva l'avvocato di cause vinte con parcella superiore a tre stipendi del nipote. Pensando che il Signor A c'entrasse qualcosa nella faccenda, il paese mormorava. E non si dormiva la notte. Volendo far tacere le voci, il Signor A indì un processo, in cui riuscì a far incriminare il Singor B per omicidio preterintenzionale per una partita avariata di teste di tori (il Signor B aveva come amico l'allevatore che forniva il macellaio). L'ultima parola, però, l'ebbe il signor B, che disse:
- Basta coi macellai!
Brucio nel vento (mentre spengo un incendio).
sabato, 04 agosto 2007
Pregate perchè i cinesi non inizino mai ad usare carta igienica.
Tutto ciò che non mi distrugge, mi ricicla.
venerdì, 03 agosto 2007
Ho bruciato una pentola.
Mi sembrava un'informazione decisamente indispensabile per la continuazione delle vostre vite.
Sappiate che, nel mondo, c'è una pentola bruciata in più.
giovedì, 02 agosto 2007
Non capisco, continuo a non capire.
Ci sono tante cose che non capisco.
No, non sono andata via. Stavo solo cercando di creare qualcosa nella vita. Come obiettivo ultimo mi ero prefissa di imparare il codice di avviamento postale.
Vorrei riuscire a capire, a volte.
Sinceramente.
Ad esempio: perchè sto andando sempre a capo?
Sto scrivendo una Poesia?
No.
E allora basta. E' che la vita è troppo difficile, a volte (ad esempio: voi lo sapete come si fa a trovare dei francobolli in Germania?). E' che sembra, a volte, che solo con una netta e chiara decisione si riesca a vedere il fondo. Di una frase, per esempio. Cosa ci sarà alla fine di questa frase?... Il punto. Di solito. Poi se uno vuole ci mette i puntini di sospensione, giusto per far capire che è indeciso. Ma io non sono indecisa Oh no! Caramialei Io Sono Una Persona Molto Decisa. Ma mi scordo sempre di prendere la camomilla. Dovre smetterla, dovrei mettere un senso da qualche parte. Dovrei trovare un senso.
La vista, vita svista. Oddio.
Comunque è sempre bello quando in tv passano la pubblicità del pennello cinghiale.
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